Immaginate di dover attraversare grandi distese d’acqua: direte voi non c’è problema, abbiamo la nostra barca a vela. No, senza barca a vela, ci sono i traghetti no? Nemmeno coi traghetti: in questo caso pensate di attraversare il mare non sull’acqua, ma dentro l’acqua, dentro un ponte completamente sommerso.
Questa è la grande rivoluzione che porterà l’applicazione del Ponte di Archimede: un Tunnel Flottante Sommerso (SFT, dall’inglese Submerged Floating Tunnel), è una struttura tubolare, flottante ad una predeterminata profondità d’immersione (20/30 metri) e stabilizzata mediante appropriati sistemi di ancoraggio, che sfrutta la capacità portante dell’acqua dovuta alla spinta idrostatica, fenomeno spiegato per la prima volta, nel III secolo a.C. dal geniale scienziato Archimede di Siracusa.
Notevoli i vantaggi, ambientali ed economici: il ponte ha un minimo impatto visivo, si integra con sistemi di circolazione e parcheggio sotterranei, non interferisce con il traffico, è resistente ai terremoti, produce meno inquinamento e più risparmio ed è certamente economicamente competitivo. La costruzione, infatti, è di tipo modulare per cui il costo è proporzionale alla lunghezza.
Verrà installato il prototipo di 100 metri e del costo di 2 milioni di euro, in Cina nel lago delle Mille Isole nella provincia di Zijiang, lo studio è stato realizzato dagli specialisti dell’Università di Pechino che collabora insieme ad un gruppo di professori dell’Università Federico II di Napoli e del Politecnico di Milano. Tra un anno si dice che vedremo già i primi risultati.
Via | SecoloXIX.it
Foto | pontediarchimede.com

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