Il primo appuntamento concreto dell’avvicinamento alla prossima America’s Cup si sta avvicinando e anche i nodi cominciano a venire al pettine, primo e probabilmente non unico scossone riguarda l’unico team interamente italiano che gravitava intorno all’evento: Venezia Challenge è stato escluso dalla Coppa.
Con un conciso comunicato che lascia poco all’immaginazione, Tom Ehman, voce del Golden Gate Yacht Club, ha notificato l’esclusione della squadra italiana dai giochi per mancanza di fondi:
“Venezia Challenge è venuta meno ai suoi impegni e ha di conseguenza perso il diritto di continuare il suo cammino nella 34ma America’s Cup”
Mentre Ian Murray, CEO di AC Management spiga:
“Dopo lunghe discussioni e diversi tentativi di risolvere la situazione nei tempi previsti, era stato raggiunto un accordo che imponeva allo sfidante di soddisfare certi obblighi entro questo week end e i tempi sono scaduti”
È chiaro a tutti che la concretezza reale di Venezia Challenge era assai lontana dall’essere convincente fin dall’inizio, noi l’abbiamo sempre sostenuto, la Coppa America è un gioco da ricchi e servono i soldi sul tavolo, con le chiacchiere non si va da nessuna parte. La speranza da tifosi e velisti era che si potesse risolvere il tutto con un po’ di indulgenza da parte dell’organizzazione ed un colpo di reni finale nello sforzo a voler far le cose seriamente da parte del consorzio italiano, così non è stato.
Provando a fare un ragionamento di secondo livello possiamo anche vederla come un bisogno piuttosto stringente dell’organizzazione (Oracle in primis) di avere il maggior numero di sfidanti possibile, già molti termini sono stati prorogati per molti team in questi mesi, segnale questo che manifesta quantomeno la paura di non riuscire ad ottenere il successo sperato nella 34ma America’s Cup.
Ma l’errore dove sta? La formula? Le barche? Il budget? O forse il vantaggio troppo marcato del defender? Probabilmente un insieme di tutto ciò, limitiamoci a dire che se ci fosse la fila di sfidanti fuori dalla porta del GGYC un team come Venezia Challenge non sarebbe neanche arrivato a far parlare di sé.
Via | farevelanet

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