La barca non è come l’automobile

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La barca non è come l’automobile

Anche oggi vi annoio con le mie elucubrazioni filosofiche sul mondo del mare; leggendo questo post su Velablog mi sono venuti dei dubbi, poi ripensando ad alcune esperienze vissute, pure i brividi. Come si sta trasformando il modo di concepire le barche? Sempre più vengono considerate dei mezzi di trasporto come la macchina, ma questo passaggio potrebbe rivelarsi pericolosissimo.

Mi è capitato di salire su barche il cui comandante/armatore/skipper non sapeva dove fossero le pompe di sentina, alla mia domanda mi indicò gli interruttori sul quadro…, un altro non era troppo sicuro di cosa fosse una spia arancione che si era accesa sul quadro del motore e un terzo andò nel panico quando a bordo saltò la corrente (panico giustificato visto che era tutti elettronico, bussola compresa). Probabilmente solo gente incompetente, ma forse gente che quando si brucia un fanalino della macchina la portano dall’elettrauto.

Ora, moltissimi cantieri offrono l’assistenza post vendita, è una buona cosa per carità ma occhio a non far entrare la gente nell’ottica di idee che qualsiasi cosa succeda arriva l’omino con il cappellino del cantiere e la sistema. In mare ci siamo noi, la manutenzione la dobbiamo saper fare noi e soprattutto dobbiamo conoscere la nostra barca per filo e per segno; se si brucia la girante del raffreddamento del motore in mezzo al mare, il tizio dell’assistenza non c’è, se si inceppa il water che siamo in crociera in un’isoletta sperduta della Grecia non è detto che troviamo aiuti esterni.

È ovvio che certi lavori non tutti sono in grado di farli, ma anche quando ci si affida agli specialisti bisogna sempre avere in mente cosa, come e quando è stato fatto; non fidatevi del “tagliando” fatto dai cantieri, c’è anche chi è colato a picco perché il cantiere si era dimenticato di stringere le fascette delle prese a mare…

Detto questo resta valido il concetto tanto caro a Moitessier: “tutto quello che non c’è non si rompe” che ad oggi si traduce come razionalizzare bene cosa occorre a bordo e non farsi abbagliare dai gingilli proposti come indispensabili, su alcune barche di oggi c’è più elettronica che sulla Ducati di Stoner, bello fin che funziona tutto, ma poi? Stoner va nella ghiaia, noi no…

Foto | Andrea Rinaldi su Flickr

 

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